venerdì 7 gennaio 2011

Genial Gruau or Social Reclame ?

Ma all’epoca di Mademoiselle Gabrielle Bonheur Chanel come si faceva pubblicità? Di certo non si potevano fare outfit o servizi fotografici, perché la fotografia e il business che ne sarebbe derivato, era ancora agli albori, e le boutique, che nacquero nel 1966 grazie alla Boutique Rive Gauche di YSL, non esistevano nel senso moderno, essendovi allora soltanto sarti che avevano tessuti delle maison e realizzavano capi su misura copiando i modelli di punta. In un contesto così lontano dai giorni nostri, dal web, e dai vari fenomeni mediatici, i nostri avi utilizzarono uno strumento estremamente semplice ma allo stesso tempo alla portata di tutti, che permetteva una diffusione di massa (poiché tutti lo abbiamo usato fin dalla tenera età) : l’illustrazione. Si avete capito bene. Tutto avveniva essenzialmente attraverso le illustrazioni che nella loro semplicità disarmante ci sembrano così lontane. E se David Lachapelle è considerato la stella più brillante della fotografia, René Gruau, nome d’arte dell’italianissimo Renato Zavagli Ricciardelli, risulta essere una della figure più importanti della storia della moda e del costume per quasi un secolo intero. Maestro dell’illustrazione che ancora incute paura ai migliori fotografi per la sua disarmante bravura, aveva in se quel guizzo divino che dava anima alle sue illustrazioni, donava quell’aspetto accattivante che non poteva non colpire. Proprio per questo Il grande maestro Christian Dior in persona, lo volle nelle sue file. Attraverso la creatività geniale di Christian Dior e la semplicità delle linee sinuose piene di carattere dato, anche dalle tinte decise e forti di René Gruau, si fa dell’illustrazione uno strumento di comunicazione di moda. È il predecessore degli outfit in un certo senso. Pensate a cosa siamo abituati oggi, reclame di moda piene di donne nude o in atteggiamenti volgari, il sesso la fa da padrone, e non solo nella moda ma soprattutto in tv o sui cartelloni pubblicitari, siamo passati dalle illustrazioni di René Gruau alle foto del deretano di Nina Senicar che posa per Roberta e che tutti siamo costretti a vedere per strada. Pensate davvero a cosa ci siamo persi. Noi oggi vogliamo ricordare ai giornali che un tempo scelsero l’illustrazione e che oggi sono vittime degli outfit, del sesso che vende e delle tendenze della società, che la la genialità di quella comunicazione che faceva sognare rimarrà in eterno nelle pagine di Marie Claire, Vogue, Harper’s Bazaar, Flair… per cui noi scegliamo le Illustrazioni.
Come nostro solito, diciamo agli ideatori delle reclame che :
              
                            SONO UFFICIALMENTE ALLA FRUTTA!
















18 commenti:

  1. BRAVI!!! Le illustrazioni erano, magiche, piene di poesia e elegantissime!!

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  2. Davvero molto interessante!

    Quando vuoi passa da me!
    http://georgefashiondreamworld.blogspot.com/

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  3. fortissimo bello :P

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  4. ma è come sparare sulla croce rossa...non c'è confronto non si può paragonare un quadro a uno scoiattolo scoreggione (anche se il sederino della svizzerina mi commuove sempre)

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  5. ..molte case di moda dovrebbero tornare indietro ad imparare qualcosa dai grandi maestri come renè gruau...spesso si esagera con la pubblicità,perdendo di vista il prodotto1!!

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  6. Io adoro le illustrazioni di Gruau: ci tappezzerei tutta la casa, così da averle sempre sotto agli occhi!
    Massimo Poloni

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  7. ma perchè stiamo andando verso questo stato di degradazione.... . la decenza e la pulizia di un tempo sempra sparita

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  8. bellisimo pezzo! adeguato critico in maniera costruttiva e per me che sono ignorante persino educativo! Complimenti agli autori!
    Per me "mai più senza"

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  9. Il problema dell'oggi è che la pubblicità ha come unico scopo aumentare le vendite, la mercificazione del nudo o ancor peggio la banalizzazione e il cattivo gusto hanno grande presa sulle masse, che ahimè, sono sempre più ignoranti e stupide...Al giorno d'oggi queste raffinate e delicate illustrazioni sarebbe efficaci solo per una limtata fasca di popolazione.

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  10. Che bel post!
    E' esattamente quello che a me piace fare e che faccio sul mio blog. Ovviamente non ho le stesse capicità di Renato ma uso uno stile tutto mio per rappresentare e pubblicizzare gli accessori.
    Non è detto che piacciano ma io mi diverto e soprattutto posso giocare con la fantasia!
    Passa se ti va!
    Megg.
    http://megarasfashionsketchbook.blogspot.com/

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  11. @ Fashion Victims: sono d'accordo con te. Purtroppo oggi la gente ha molto abbassato il proprio livello del buon gusto, non solo in fatto di Moda.
    Credo sia una diretta conseguenza dell'altrettanto triste abbassamento della soglia di rispetto dei propri valori morali e della dignità umana.
    Ma sono convinto che una bella illustrazione di moda sia inattaccabile, come inattaccabile resta un capo sartoriale cucito con stoffa di qualità dalle mani di un sapiente artigiano.
    La qualità del proprio lavoro, il talento creativo e l'autentica dedizione per quello in cui si crede ripagano SEMPRE!
    Personalmente, trovo più soddisfazione nel vedere gli occhi felici di una sola e semplice persona, che si sente vestita a suo agio e che non dimenticherà mai questo momento di gioia pura, piuttosto che guardar finire in pasto ai porci (in questo caso quella massa di consumatori gretti e ignoranti, privi del benché minimo senso del pudore) una mia possibile creazione.
    Tutto ciò, ovviamente, senza prendere in considerazione l'aspetto cosiddetto "imprenditoriale" della cosa che, come si sa, segue leggi di mercato ben diverse dai moti della pura e semplice soddisfazione del creatore di moda.
    Massimo Poloni

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  12. bel articolo da far leggere ai direttori di riviste di moda che non danno spazio nei redazionali ai illutratori eppure vero che ne stanno pochi. oggi i direttori si lamentano che poche donne coprano riviste di moda, forse dovrebbero vedere meglio le foto dei redazionali, se una donna compra un giornale di moda vorrebbe tramite i redazionali ammirare un bell' abito e magari accendere il desiderio di correre in negozio per acquistarlo, invece e' costretta a vedere una foto con in primo piano una modella semi nuda e in secondo piano in un angolo della fotograzia magari pure un po sfuocata un ammasso si stoffa che dovrebbe essere l abito che deve far accendere il desiderio di correre in negozio per acquistarlo. ecco cosa offrono i redazionali di moda oggi.

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  13. Bravo moda80 e sono pienamente d`accordo anche con Massimo, credo che la societa` odierna dovrebbe tornare un pochino indietro e ritrovare quei valori come l`amor proprio, visto come vanno in giro certe tipe e, un pochino di eleganza e sobrieta` in piu` servirebbero! Si dovrebe anche ricominciare ad apprezzare di piu` il valore del fatto a mano!

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  14. Ciao!! davvero carino questo post, mi piacciono da morire le illustrazioni che avete pubblicato! vi seguo! passate a trovarmi su www.theoldnow.com??

    Laura

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  15. L'illustrazione porta con se un sentimento unico perchè espresso direttamente attraverso la mano della persona che l' ha pensata ed eseguita, cosa che non accade con la macchina fotografica che è uno strumento che si pone tra l'esecutore e l'immagine.... il grande Leonardo con i suoi studi sul volo aveva affermato che per quanto l'uomo avesse potuto un giorno imparare a volare non l'avrebbe mai potuto fare con la perfezione e la bellezza di un uccello per il quale l'ala e cioè l arto che gli permette l'elevazione è direttamente collegato al suo cuore , al suo sentimento.L'uomo avrebbe dovuto obblgatoriamente porre tra il cuore e il volo il distacco dato dalla necessità di un oggetto estraneo ed esclusivamente meccanico. Le fotografie di un tempo erano più emozionali. Eseguite da macchine imperfette permettevano ancora un'esecuzione più vicina al sentimento, oggi la tecnologia digitale ha reso qualsiasi immagine fotografica ancora più vuota...ancora più lontana dal cuore.

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  16. @ Venette Waste:
    Hai pienamente ragione nel sostenere che uno strumento interposto fra uomo e immagine rompe la magia della creazione.
    Quel meraviglioso flusso di pensiero che dalla mente giunge alle mani, passando attraverso il cuore del creatore, non deve trovare troppe interferenze, specialmente "meccaniche", perché ritengo che ciò sia sempre una forzatura.
    La creazione è un processo naturale, come lo è la respirazione: certo, in alcuni casi si deve anche ricorrere all'impiego dei macchinari per respirare, ma se lo si fa da soli... è meglio!
    Massimo Poloni

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  17. sono pienamente convinto...purtroppo oggi le persone che interpretano cio' non sanno nemmeno da cosa e come nasce tutto...ma la colpa non è nemmeno loro,ma di chi li sceglie,teste vuote,basta ke abbiano la mente aperta e atteggiamenti effeminati,questo non per discriminare o tanto meno offendere i gay,tanta stima e rispetto,ma la figura va notata dal saper fare e produrre non dal sapersi solo presentare.....

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  18. giovannaBFA...dior..."ho creato una donna che sembra un fiore,con spalle esili e fianchi generosi,vitini da vespa che sembrano steli circondati da gonne come petali"...magnificamente bravo Renato Zavagli Ricciardelli

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